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olaf [ TI CON NU NU CON TI ]
 


 

"Combatti

per sapere

chi sei."

 

 ... e sei hai del tempo da perdere...

agiorgioa@hotmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


10 gennaio 2012


Proiezioni

E stavo lì, a farmi osservare dal mare.
Ostentava indifferenza, ma sentivo che mi scrutava dentro,
meditava immobile e buio su chi fossi e cosa cercassi. 




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29 luglio 2010


Rosa

Ti immagino come una divinità silvana, un essere mitologico che fa fiorire la natura che mi circonda. Ti ho incontrata tante volte quante dita ho in una mano e ogni volta hai acceso in me rose che non appassiranno mai, ricordi indelebili di vicinanze impensabili. Divinità dell'amore che realizza sogni adolescenziali, fenice che si immola nella realizzazione di un sogno da cui rinascerà. Tu prima vittima di tanta altrui spietatezza in amore, tu che della pietà hai fatto ragione di vita, tu che popoli i miei sogni e alla quale rivolgo troppi deliziosi pensieri hai diritto a tutta la mia ammirazione e devozione. Ti adorerò, divinità terrena, canterò la tua superba sensualità, ti offrirò pensieri e sacrifici sacri, il tuo nome incenserò e ti sarò sacerdote fedele. Sento che ora il tuo sguardo volgi altrove, non mi duole, ho avuto tanto, tantissimo e so quanto ti è costato; è il momento che anche tu non soffra più, che certi ricordi sbiadiscano lasciando spazio a più nuove e fresche emozioni, che il tuo tocco magico popoli di nuova vita un nuovo giardino. Arrivederci (se sarò fortunato). 




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9 aprile 2010


Ma il cielo è sempre più blu...

C'è una storia che devo assolutamente raccontarmi, anzi due o forse tre, che messe assieme ne fanno una quarta... Ma una certamente devo raccontarla. E' una storia che comincia venticinque anni fa, e dura venticinque anni di vita, perchè è della storia di una vita che parlo. E venticinque anni è durata, ma sotto i miei occhi non è più lunga della facciata di un quaderno, ed è ... triste, immensamente triste. Ma forse posso prenderla ancora da più lontano... allora.... c' è una bimba, non è una bimba fortunata, non è figlia di un gesto d'amore, ma di un atto sessuale compulsivo, portato a termine senza coscienza alcuna e senza precauzione alcuna da una madre pazza, e da un padre sconosciuto. La bimba è marchiata da subito, e siccome pazza è la madre, pazza sarà anche la figlia, e così il buon uomo che si prende in casa la bambina, visto che l'ira divina si accanisce sul peccato e sul frutto dello stesso, visto che la pazzia è punizione divina, il buon uomo dicevo tiene la bimba con la briglia molto molto corta, perchè la pazzia si sà è ereditaria, e allora tale madre... E quindi paranoia, sotto ogni aspetto, e continuo ricordo di chi è la madre e di cosa deve patire lui per mantenere lei. La ragazza, perchè gli anni passano fa di tutto per sdebitarsi, perché si sente sempre più in colpa e diventa una vita di fatica di studio e di lavoro e di lavori domestici, poi per farsi amici, si dedica al volontariato, incontra altro dolore, altra sofferenza e disagio, ma incontra anche l'amore, quello vero, incondizionato dei giovani adulti. Progetti, fuga emancipazione, lavoro, riconoscenza, speranza, malattia strazio morte. Lui non c'è più, portato via da una male incurabile a poco più di vent'anni. Depressione, dolore. dolore dolore dolore, ripresa, reazione. La donna non  torna indietro, rifiuta di non vivere, lotta, anni di sofferenze e sacrifici, ma non si butta via, non raccoglie qualsiasi cosa purchè sia, dignità, grande. Lavoro nuovo, e una persona le si avvicina, o meglio la lascia avvicinare; recupera nel frattempo la madre le dà l'amore che non ha ricevuto, si sposa, genera un figlio. la madre muore. dolore. Oggi, dico oggi, anche quest'uomo se ne è andato, un infarto e il cuore ha smesso di battere. Il cuore di lei batte ancora, più forte che mai, per un bambino che è l'unico appiglio alla vita che le resta. Forza ti prego, non mollare!
la seconda storia è molto più banale; mi vedo con un amico, di fuori, lo vedo una massimo due volte l'anno, cena vino ridarella, allegria. Cerchiamo un qualcosa in comune per passare il tempo in allegria. Ci viene in mentre una comune amica, la conosciamo bene entrambe e quindi ci viene facile pensare di contattarla. Parte lui, sms, lei è fuori, ci può raggiungere dopo cena, è con una amica, carina, bene, cosa vogliamo di più? Beh ,la vita non è tenera e le sorprese raramente sono piacevoli. Quindi l'amica è la mia ex, con la quale non mi parlo più, l'effetto ebbrezza passa immediatamente. E' ora di andare a dormire.
Parcheggio l'auto, i quattro passi che mi separano da casa mi portano ad incrociare un gruppetto di sbandati, giovani, non li guardo neanche, voglio solo andare  a casa. Ciao ,una voce dal gruppetto, femminile, ciao dico io, ma non mi fermo. Lei non ha vent'anni, la madre è scappata all'estero quando lei ne aveva dieci, il padre è morto questa estate a quarant'anni per un brutto male, mi viene solo da offrirle da bere di più, ma sorride, forse sbaglio io. Ciao, sono vecchietto è tardi, alla prossima per una tazza di brodo...
La quarta storia è che tutte queste cose sono accadute nel giro di poche ore, e il caso ha anche voluto altre strane cose, ad esempio che le mie compagne si ostinino a lasciarmi a Natale è una anomalia statistica, oppure che otto mie ex siano rimaste incinta contemporaneamente, ma le coincidenze non esistono, no?




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15 febbraio 2010


A te che passi...

Mi chiedo, sono un delfino curioso e mi pongo domande, mi chiedo chi faccia scattare quel contatore di accessi in basso a destra, tramite quale strana ricerca si capiti erroneamente sulle mie misere pagine. Troppe volte il "post" per il "blog" mi viene in mente quando non posso scriverlo, e poi la magia si spegne, le parole non hanno più il sapore del momento, come la pasta passata di cottura. Così il fluire del mio diario, dei miei pensieri pubblici ha cadenza trimestrale o più ancora, e penso che scarsissimo interesse possa avere per chichessia. Quindi te lo chiedo direttamente, distratto passante, navigatore casuale, lascia un segno del tuo passaggio, raccontami brevemente chi sei e perchè passi in questo luogo di rarefatti pensieri sconclusionati, penserò io a cancellare ogni tuo segno, se ciò ti si confà. Buon vento, amica o amico, lunga vita e prosperità. :-)




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2 dicembre 2009


lo viatge

Lei, ovviamente non capisce, non comprende proprio. Perchè ogni volta che l'accompagno a casa, in quella casa che la ospita temporaneamente per me popolata di affetti e di dolori, ricordi e imbarazzi mi muovo con la sua macchina e me ne vado al freddo con il bus. Non comprende che comincio ogni volta un viaggio, sono trenta minuti di viaggio, in me, nella mia terra, tra la gente che la popola. Certo rifiuterebbe la commistione con la povera gente che usa i mezzi pubblici; non manca nessuno, puttane ubriacate per affrontare una terribile notte di disgusto ed umiliazioni, al gelo diell'inverno, trans che completano tra uno scrollone e l'altro una trasformazione tanto temporanea quanto teatrale, quasi la replica di una parvenza di vita, camerieri che tornano a casa dopo sedici ore di lavoro, bianchi come le tovaglie che hanno appena rassettato, nordafricani che annegano nella birra la solitudine imposta da un esilio forzato.
L'odore che assale, il calore e l'umidità avvolgono e comprimono il freddo accumulato nell'attesa, ma non lo cancellano spingendolo fin dentro al cuore, pronto a riesplodere non appena ti allontani da quel calore tipo betlemme così nauseabondo eppure così necessario per ridurre il mio snobbismo estremo a una dimensione accettabile. Viaggio dentro me, sotto questi otto neon tremolanti e fiochi, con la musica in un orecchio solo a scrutare cosa mi gira intorno ed è in una curva che il pulman affronta troppo stretta e il camion proveniente in direzione opposta troppo larga che il metallo delle carrozzerie si incontra, si deforma, modifica le traiettorie e le masse metalliche si compenetrano e tutto il vetro che mi circonda esplode nella torsione e finiamo la corsa ribaltandoci più volte fino a piombare sulla scogliera sottostante. Mi capita di immaginare, di sognare ad occhi aperti le conseguenze di un pensiero che mi sfiora per un la durata infinesimale di un pensiero di cosa accadrebbe se. Il libro che ho nell'imbottitura del giubbotto mi richiama l'attenzione, parla di un viaggio, un viaggio reale di mercanti per gli africani, un viaggio nella mente per gli europei, un viaggio che ho affrontato anni fa e che ora mi piace rivedere con gli occhi di un africano; è un gioco terminare il capitolo in coincidenza della mia fermata, ma lo rileggerò perchè la fretta non mi ha fatto capire niente. La fermata invece è quella, il viaggio è terminato e io mi sento un po' più ricco, anche se Lei non mi capisce, ma siamo adulti, ciascuno pensa per sè, senza retorica ma con tanto tanto affetto.




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19 novembre 2009


a Leo

Questa sera ha dato senso compiuto al termine disperazione. Mi ha fatto capire senza mezzi termini cosa significhi perdere la speranza, disperare. Anche l'ultimo tenue legame è stato reciso, non ci vedremo più. Ringrazio il mio pessimismo di avermi messo al riparo il più possibile da questo enorme dolore, di avermi obbligato per anni a non pensarti: e infatti gli unici pensieri che mi tornano in mente, dolorosi  come i graffi su un vinile sono le poche volte che ti ho reincontrato, che ti ho amato, che confondevi il mio nome.... Dio, fa male! molto! e devo andare avanti, e lasciare andare avanti gli altri. Ti ho accolto, ti ho amato come ho potuto, ti ho accettato... ora è tutto finito. Sei inconsapevole, tutto ciò non ti riguarda, tu devi solo essere protetto, e scomparire è l'unico modo in cui posso aiutarti sperando che chi ti è vicino sia pro te.
A mio figlio anche se non ti sono padre, buon vento. Ti amo.




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14 agosto 2009


Ss1

    Apro il gas, con moderazione, gradualmente e l'aria mi colpisce sul petto, l'intensità cresce con la velocità. La strada è sempre la stessa, da anni, secoli, millenni, ma per me ovviamente solo anni. E la conosco in ogni suo anfratto, in ogni scalino dell'asfalto, ma ora è diversa. Scorre, non so come definirlo diversamente, scorre sotto le mie ruote, rapida e sicura, e le automobili lente e titubanti dei turisti non sono ostacoli, ma solo piccole deviazioni senza importanza da una traiettoria che ha un qualcosa di ineluttabile. Ineluttabile come la libertà che mi insegue e raggiunge e investe. Come da giovane. la sensazione di libertà totale e indispensabile di viaggiare, ora cosa impensabile, senza casco con il vento, banale, quanto banale, tra i capelli, tra le dita nelle maniche della camicia.
I pensieri si muovono, rapidi, scintille, schegge e mi chiedo come posso guidare, gustare la notte e pensare, e vorrei avere un riproduttore immediato di pensieri per riversarli immediatamente in uno scritto, in un post su un blog, perchè una volta messa la moto sul cavalletto i pensieri si dissolvono, si sciolgono e sbiadiscono e mi resta solo la sensazione di ciò che ho pensato, la sensazione della strada che ho percorso, il ricordo della notte che ho attraversato. Ma il sogno deve ancora incominciare, il sogno segue il sonno, non lo precede. E' uno sproloquio senza senso compiuto, ma forse una sensazione, un lampo, quello sì, non può essere scritto, ma solo trasmesso... a chi coglie... a chi sogna... a chi vive con il vento in faccia e le onde nell'animo.




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28 marzo 2009


oggi certamente, domani chissà

Oggi mi sento deprecabile, parecchio.
Perchè in venticinque anni di maturità non sono stato in grado di creare una famiglia
Perchè non sono in grado di essere magro e affascinante
Perchè il peso delle cose non concluse mi sovrasta
Perchè il desiderio di fumare ancora si affaccia almeno dieci volte al giorno nella mia testa
Perchè penso che non ci sarà mai un bambino che mi chiamerà papà
Perchè non sono in grado di curare le mie cose
Perchè non sono consapevole della fortuna che ho
Perchè non ho più ideali e schernisco chi ancora ne ha, per invidia non per altro
Perchè
Perchè
Perchè




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3 dicembre 2008


corollario

a volte l'entusiasmo può supplire alla mancanza di intelligenza.




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3 dicembre 2008


soffocotto

Più intelligente è la donna, migliore è il soffocotto!!!
by Carlo




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